Di Daniel Schulz, residir GmbH · Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026
Chi affitta una casa vacanza in Germania paga le tasse sul reddito (Einkommensteuer) sull’utile, cioè sugli affitti incassati meno le spese deducibili (Werbungskosten), di solito come redditi da locazione (Einkünfte aus Vermietung und Verpachtung) nell’allegato V (Anlage V) della dichiarazione. A questo si aggiunge di norma l’IVA (Umsatzsteuer) al 7 per cento, a meno che non rientriate nel regime dei piccoli imprenditori (Kleinunternehmer). L’imposta comunale sulle attività produttive (Gewerbesteuer) è dovuta solo se l’affitto è organizzato come un’attività alberghiera.
Questa guida spiega le tasse sulla casa vacanza in Germania dal punto di vista del locatore, dall’ammortamento all’uso personale fino alla vendita. Il nostro autore Daniel Schulz, in otto anni di serviced apartments, ha seguito oltre 80.000 soggiorni di ospiti e conosce le domande che i proprietari pongono su ricevute e rendiconti. Le informazioni sono aggiornate a ottobre 2026. L’articolo è una panoramica generale e non costituisce consulenza fiscale sul singolo caso.
In questo articolo:
- Quali tasse si pagano
- Imposta sul reddito: locazione o attività commerciale
- Spese deducibili e ammortamento
- Uso personale e attività non lucrativa
- IVA e piccoli imprenditori
- Gewerbesteuer
- Obbligo di comunicazione delle piattaforme
- Imposta fondiaria e altri tributi
- Tasse sulla vendita
- Consigli: ricevute, calcolatori, commercialista
- Conclusione
- Domande frequenti
| Imposta | Quando è dovuta | Base giuridica |
|---|---|---|
| Imposta sul reddito (Einkommensteuer) | Sempre sull’utile, come locazione (Anlage V) o attività commerciale (Anlage G) | §§ 15, 21 EStG |
| IVA (Umsatzsteuer) | Affitto a breve termine al 7 %, salvo piccoli imprenditori | § 4 Nr. 12, § 12 Abs. 2 Nr. 11, § 19 UStG |
| Imposta sulle attività produttive (Gewerbesteuer) | Solo per affitto commerciale di tipo alberghiero, franchigia di 24.500 € | § 11 GewStG |
| Imposta fondiaria (Grundsteuer) | Annuale a carico del proprietario, deducibile come spesa | BayGrStG (Baviera) |
| Tassa sulla vendita | Vendita entro dieci anni dall’acquisto | § 23 EStG |
Tasse casa vacanza in Germania: quali imposte si pagano
Le tasse sulla casa vacanza intervengono in più punti. La più importante è l’imposta sul reddito, perché riguarda ogni locatore, indipendentemente da quante poche notti affitti all’anno. L’IVA dipende dall’ammontare del fatturato, la Gewerbesteuer dal modo in cui affittate.
Chi vuole affittare una casa vacanza da privato paga le tasse secondo le stesse leggi di un professionista: una franchigia riservata alle case vacanza non esiste. Nell’affitto privato di una casa vacanza, a determinare le tasse sono soprattutto la frequenza con cui affittate, se usate l’appartamento anche voi e quali servizi offrite oltre al pernottamento. Come impostare l’affitto in generale, dall’autorizzazione alla definizione dei prezzi, lo trovate nella nostra guida su come affittare una casa vacanza.
Imposta sul reddito: locazione o attività commerciale
Chi affitta privatamente una casa vacanza, ai fini fiscali percepisce nella maggior parte dei casi redditi da locazione ai sensi del § 21 EStG (Einkommensteuergesetz, la legge tedesca sull’imposta sul reddito). Ciò vale anche se fornite la biancheria da letto, fatturate una pulizia finale o consegnate la chiave tramite una cassetta di sicurezza. Questi servizi fanno parte di una normale casa vacanza.
L’affitto diventa attività commerciale ai sensi del § 15 EStG solo quando assomiglia a un’attività ricettiva. Nelle note all’imposta sul reddito (H 15.7 Abs. 2 EStH) l’amministrazione finanziaria indica due situazioni:
- Complesso turistico con servizio vacanze: l’appartamento completamente arredato si trova in un complesso con molti appartamenti simili in una zona turistica, un’organizzazione di servizi turistici si occupa di pubblicità e affitto e, come alla reception di un hotel, è sempre presente del personale.
- Uso di tipo alberghiero: l’appartamento è gestito come una pensione; frequenti cambi di ospiti o servizi aggiuntivi come pulizia giornaliera, colazione o assistenza richiedono un’organizzazione imprenditoriale.
Un singolo appartamento con pulizia finale e cassetta portachiavi resta, secondo questi criteri, di norma gestione patrimoniale privata. Solo servizi aggiuntivi di livello alberghiero o più unità con personale proprio spostano il quadro verso l’attività commerciale.
Registrare un’attività commerciale per la casa vacanza: da quando?
Ai sensi del § 14 GewO (Gewerbeordnung, il codice tedesco delle attività commerciali) dovete registrare un’attività commerciale (Gewerbeanmeldung) per la casa vacanza non appena l’affitto ha carattere commerciale. La legge non indica un numero fisso di appartamenti o pernottamenti. Molti uffici comunali delle attività commerciali (Gewerbeämter) chiedono soprattutto dei servizi aggiuntivi e dell’organizzazione.
La sola registrazione non vi rende ancora imprenditori ai fini fiscali: conta l’attività effettivamente svolta. Vale anche il contrario: chi affitta in modo simile a un hotel svolge un’attività commerciale anche senza registrazione. In caso di dubbio chiarite l’inquadramento per iscritto con l’ufficio delle imposte (Finanzamt) o con un consulente fiscale.
Anlage V, Anlage G e Härteausgleich
I redditi da locazione si indicano nell’allegato V (Anlage V), uno per ogni appartamento. I redditi da attività commerciale vanno nell’allegato G (Anlage G) e l’utile viene di solito determinato con il rendiconto entrate-uscite (Einnahmen-Überschuss-Rechnung, Anlage EÜR).
Per i lavoratori dipendenti che affittano una casa vacanza come attività secondaria è importante la compensazione per i redditi minori (Härteausgleich) ai sensi del § 46 EStG: i redditi accessori fino a 410 euro all’anno restano esenti, fino a 820 euro l’imposta viene ridotta. Se i redditi accessori superano i 410 euro, la dichiarazione dei redditi è obbligatoria.

Spese deducibili: scaricare i costi della casa vacanza dalle tasse
Non si tassa l’affitto, ma l’utile. Tutti i costi legati all’affitto possono essere dedotti come spese (Werbungskosten) della casa vacanza:
- Ammortamento di edificio e arredamento
- Interessi passivi sul mutuo, ma non il rimborso del capitale
- Pulizie, biancheria, materiali di consumo per gli ospiti
- Commissioni e tariffe delle piattaforme di prenotazione
- Elettricità, riscaldamento, acqua, internet, canone radiotelevisivo (Rundfunkbeitrag)
- Spese condominiali (Hausgeld), nella misura in cui non confluiscono nel fondo di manutenzione
- Imposta fondiaria, assicurazioni, riparazioni
- Consulenza fiscale, software, spostamenti verso l’appartamento
I costi di pulizia della casa vacanza riducono le tasse per intero se l’appartamento è destinato esclusivamente all’affitto. Se fatturate agli ospiti una pulizia finale, questo importo è invece un ricavo. Cosa deve contenere in pratica la fattura della casa vacanza e con quale aliquota vanno indicate le singole voci lo spiega la nostra guida con modello.
Ammortamento della casa vacanza: l’edificio
L’ammortamento (AfA, Absetzung für Abnutzung) è spesso la voce più consistente. Si ammortizza solo la quota del prezzo di acquisto relativa all’edificio, oneri accessori compresi, non quella relativa al terreno. Ai sensi del § 7 Abs. 4 EStG valgono queste aliquote:
| Completamento dell’edificio | AfA annua | Durata di utilizzo |
|---|---|---|
| Prima del 1925 | 2,5 % | 40 anni |
| Dal 1925 a fine 2022 | 2 % | 50 anni |
| Dal 1° gennaio 2023 | 3 % | circa 33 anni |
Attenzione alle ristrutturazioni subito dopo l’acquisto: se nei primi tre anni i costi di ripristino superano il 15 per cento dei costi dell’edificio (IVA esclusa), sono considerati costi di costruzione connessi all’acquisto (anschaffungsnahe Herstellungskosten) ai sensi del § 6 Abs. 1 Nr. 1a EStG. In tal caso non si deducono subito, ma vengono ripartiti tramite l’ammortamento dell’edificio.
Ammortamento dell’arredamento della casa vacanza
Mobili, elettrodomestici e dotazioni sono beni economici autonomi. L’arredamento della casa vacanza rientra quindi tra le spese deducibili, ma secondo regole precise:
- Fino a 800 euro netti per oggetto: deducibile subito nell’anno di acquisto (bene di modico valore, geringwertiges Wirtschaftsgut).
- Oggetti più costosi: si ammortizzano sulla durata di utilizzo indicata nella tabella ufficiale di ammortamento (AfA-Tabelle), ad esempio un divano o un letto grande.
- Cucina componibile: secondo la giurisprudenza della Corte federale tributaria (BFH, sentenza del 3 agosto 2016, IX R 14/15) si ammortizza in blocco su dieci anni.
Per l’ammortamento dell’arredamento della casa vacanza servono le fatture di ogni singolo oggetto. Chi ha acquistato l’appartamento già arredato dovrebbe far suddividere nel contratto il prezzo d’acquisto tra edificio, terreno e arredi.
Appartamenti nel Lehel dall’autunno 2027
In Ländstraße 6, nel quartiere Lehel di Monaco di Baviera, dall’autunno 2027 la residir GmbH affitterà in totale 54 appartamenti da 25 a 50 m² con cucina propria, Wi-Fi veloce, asciugamani e biancheria da letto e check-in sicuro 24 ore su 24. La metropolitana Lehel e la S-Bahn Isartor sono a pochi minuti a piedi. Maggiori informazioni nella nostra pagina sui serviced apartments a Monaco di Baviera.
Uso personale e attività non lucrativa: quando il fisco fa domande
Molti proprietari vogliono usare la casa vacanza anche per sé e affittarla per il resto dell’anno. Dal punto di vista fiscale l’uso personale ha due conseguenze: i costi vengono ripartiti e il fisco verifica se intendete davvero conseguire un utile.
Affitto esclusivo: l’intenzione di lucro è presunta
Se la casa vacanza è affittata esclusivamente a ospiti in vacanza che cambiano e nel resto del tempo è tenuta a disposizione per questo scopo, l’amministrazione finanziaria presume senza ulteriori verifiche l’intenzione di conseguire un reddito (Einkünfteerzielungsabsicht; circolare del Ministero federale delle Finanze, BMF-Schreiben dell’8 ottobre 2004, BStBl I 2004, 933). I periodi in cui è vuota rientrano allora nell’affitto e i costi sono interamente deducibili.
Esiste comunque un limite: se l’affitto è inferiore di oltre il 25 per cento al periodo di locazione usuale nella zona, cioè sotto il 75 per cento dei giorni di occupazione abituali, il fisco richiede una previsione di redditività (BFH, sentenza del 26 ottobre 2004, BStBl II 2005, 388). Il periodo usuale nella zona lo potete chiedere, ad esempio, all’ente turistico locale o all’ufficio di statistica.
Tasse sulla casa vacanza in caso di uso personale: ripartizione dei costi
Per una casa vacanza usata anche personalmente, ai fini fiscali è deducibile solo la quota dei costi che riguarda l’affitto. La base è il rapporto tra i giorni di affitto e i giorni di uso personale. Se vi siete riservati la possibilità di usarla in qualsiasi momento, anche i giorni in cui è vuota vengono ripartiti secondo questo rapporto.
Un esempio di calcolo con valori indicativi: 120 giorni di affitto, 30 giorni di uso personale, il resto vuoto. Sono deducibili 120 giorni su 150, cioè l’80 per cento dei costi annuali. Chi esclude contrattualmente l’uso personale, ad esempio tramite un’agenzia di intermediazione, può invece attribuire interamente all’affitto i periodi vuoti.
Quando la casa vacanza è considerata attività non lucrativa e il fisco non riconosce le perdite
Se usate l’appartamento personalmente o vi riservate di farlo, il fisco richiede una previsione dell’utile complessivo (Totalüberschussprognose) su 30 anni. La BFH lo ha confermato anche per i casi in cui non è possibile accertare i periodi di locazione usuali nella zona (sentenza del 19 agosto 2008, IX R 39/07). Se la previsione non dà un utile, l’affitto è considerato attività non lucrativa (Liebhaberei): le perdite non vengono riconosciute, ma in tal caso anche gli eventuali utili futuri restano esenti.
Per la previsione contano entrate e costi sull’intero arco dei 30 anni, e i mutui con interessi elevati nei primi anni pesano molto. Chi vuole far valere le perdite dovrebbe poter documentare i propri sforzi per affittare: annunci, richieste, adeguamenti di prezzo.
IVA sulla casa vacanza: 7 per cento e piccoli imprenditori
La locazione di abitazioni a lungo termine è esente da IVA. Per l’alloggio di ospiti a breve termine questa esenzione, ai sensi del § 4 Nr. 12 Satz 2 UStG (Umsatzsteuergesetz, la legge tedesca sull’IVA), non si applica. Sulla casa vacanza è quindi dovuta l’IVA, all’aliquota ridotta del 7 per cento (§ 12 Abs. 2 Nr. 11 UStG).
Chi vuole affittare una casa vacanza deve versare l’IVA solo se non rientra nel regime dei piccoli imprenditori. Dal 2025 vale, ai sensi del § 19 UStG: al massimo 25.000 euro di fatturato nell’anno precedente e al massimo 100.000 euro nell’anno in corso. Si sommano tutti i fatturati imprenditoriali, non solo quelli della casa vacanza.
I piccoli imprenditori evitano le dichiarazioni IVA periodiche (Umsatzsteuer-Voranmeldungen), ma non possono detrarre l’IVA a credito (Vorsteuer) sulle fatture per arredamento o ristrutturazione. Chi rinuncia al regime vi resta vincolato per cinque anni solari. Con investimenti iniziali elevati la rinuncia può convenire, ma il calcolo andrebbe fatto da un consulente fiscale.
Le prestazioni che non servono direttamente al pernottamento, ad esempio un posto auto o le bevande, sono soggette al 19 per cento e vanno indicate separatamente. Soprattutto per i clienti aziendali è importante una fattura con IVA esposta, ad esempio se affittate il vostro appartamento come alloggio per lavoratori a Monaco di Baviera a imprese artigiane.
Tasse se affittate la casa vacanza in modo permanente
Chi affitta la casa vacanza in modo permanente, cioè a un inquilino per molti mesi come abitazione, dal punto di vista fiscale rientra nella normale locazione abitativa. L’IVA non è dovuta e i redditi restano redditi da locazione nell’allegato V. Gli obblighi previsti per gli ospiti a breve termine, come l’indicazione separata per aliquote, vengono meno.
Se un contratto di più mesi sia considerato alloggio a breve termine o locazione abitativa dipende dall’intenzione al momento della stipula. Le questioni di diritto locativo sulla durata le spiega la nostra guida al contratto di affitto a tempo determinato in Germania. Chi affitta più a lungo un appartamento arredato dovrebbe indicare nel contratto gli arredi e il supplemento per l’arredamento (Möblierungszuschlag).
Gewerbesteuer: solo per l’affitto commerciale
La Gewerbesteuer (imposta comunale sulle attività produttive) la paga solo chi affitta a titolo commerciale. Per imprenditori individuali e società di persone vale una franchigia di 24.500 euro di reddito d’impresa all’anno (§ 11 Abs. 1 GewStG). Oltre questa soglia il comune determina l’imposta con la propria aliquota (Hebesatz).
Per gli imprenditori individuali la Gewerbesteuer viene in parte compensata con l’imposta sul reddito ai sensi del § 35 EStG. Spesso è più importante un’altra conseguenza: in caso di affitto commerciale l’appartamento fa parte del patrimonio aziendale (Betriebsvermögen). Una vendita successiva è allora sempre tassata, anche dopo più di dieci anni.

Le piattaforme comunicano i ricavi al fisco
Dal 2023 è in vigore la legge sulla trasparenza fiscale delle piattaforme (Plattformen-Steuertransparenzgesetz, PStTG), con cui la Germania ha recepito la direttiva UE DAC7. Le piattaforme di prenotazione comunicano i dati dei loro host entro il 31 gennaio dell’anno successivo all’Ufficio centrale federale delle imposte (Bundeszentralamt für Steuern). Da lì i dati passano agli uffici delle imposte competenti e gli host vengono informati dei dati comunicati.
Per gli immobili vengono comunicati, tra l’altro, l’indirizzo di ogni appartamento, i compensi pagati, il numero di prenotazioni e, se noto, il numero di giorni di affitto. La soglia minima di 30 vendite e 2.000 euro vale solo per la vendita di beni: per l’affitto di una singola casa vacanza non esiste una soglia simile. Se in anni precedenti un affitto non è stato dichiarato, conviene chiarire rapidamente la situazione con un consulente fiscale.
Chi dichiara già tutti i propri ricavi si accorge poco della comunicazione. Confrontate comunque i vostri dati con il riepilogo annuale della piattaforma, perché il fisco vede gli stessi valori. Proprio nei mesi con molte prenotazioni, ad esempio quando gli ospiti cercano un alloggio per la fiera di Monaco di Baviera, gli importi si sommano rapidamente.
Imposta fondiaria e altri tributi
L’imposta fondiaria (Grundsteuer) la paga il proprietario, indipendentemente dal fatto che affitti. In Baviera dal 2025 viene calcolata secondo il modello basato sulla superficie della legge bavarese sull’imposta fondiaria (Bayerisches Grundsteuergesetz). In caso di affitto è una spesa deducibile, in caso di uso personale lo è in proporzione.
Inoltre alcuni comuni richiedono tributi propri, come la tassa di soggiorno (Kurbeitrag), il contributo per il turismo (Fremdenverkehrsbeitrag) o l’imposta sulle seconde case (Zweitwohnungsteuer), e molte città regolano l’affitto breve tramite autorizzazioni. Queste questioni vanno chiarite direttamente con il vostro comune. Chi da ospite cerca appartamenti vacanza a Monaco di Baviera non si accorge di nulla, ma per chi ospita le regole locali vanno verificate prima del primo annuncio.
Tasse sulla vendita della casa vacanza
Se vendete una casa vacanza del patrimonio privato entro dieci anni dall’acquisto, la plusvalenza è tassata come operazione di alienazione privata (privates Veräußerungsgeschäft) ai sensi del § 23 EStG. Fanno fede le date dei contratti di compravendita notarili. Fino a un utile complessivo da tali operazioni di 1.000 euro all’anno resta esente (soglia di esenzione dal 2024).
La nota eccezione per l’abitazione di proprietà usata personalmente vale solo se avete utilizzato l’appartamento per uso abitativo proprio nell’anno della vendita e nei due anni precedenti, oppure ininterrottamente dall’acquisto. La BFH ha stabilito che anche una casa vacanza può rientrarvi, ma solo se non è destinata all’affitto (sentenza del 27 giugno 2017, IX R 37/16). Una casa vacanza affittata, quindi, si può vendere esentasse solo dopo dieci anni.
- L’ammortamento aumenta la plusvalenza: l’AfA utilizzata riduce i costi di acquisto e accresce quindi la plusvalenza imponibile.
- Affitto commerciale: se l’appartamento fa parte del patrimonio aziendale, la plusvalenza è tassata senza limiti di tempo.
- Più vendite: chi in cinque anni compra e vende più di tre immobili può essere considerato commerciante immobiliare (regola dei tre immobili, Drei-Objekt-Grenze, dell’amministrazione finanziaria).

Calcolatori, WISO e commercialista: consigli per la dichiarazione
Il carico fiscale si può calcolare solo con la vostra aliquota personale, perché i redditi della casa vacanza si sommano agli altri vostri redditi. Un calcolatore online per le tasse sulla casa vacanza fornisce quindi solo una stima approssimativa. Per un calcolo di massima basta questo schema:
| Passaggio | Cosa va inserito |
|---|---|
| Ricavi | Tutti i pagamenti degli ospiti, pulizia finale inclusa, senza l’IVA incassata in regime ordinario |
| meno spese deducibili | AfA, interessi, pulizie, commissioni, spese accessorie, imposta fondiaria, assicurazioni |
| = utile o perdita | Si somma agli altri redditi |
| × aliquota personale | Dà l’imposta sul reddito aggiuntiva, più eventualmente contributo di solidarietà (Solidaritätszuschlag) e imposta ecclesiastica (Kirchensteuer) |
I software fiscali guidano passo dopo passo nella compilazione dell’allegato V. Chi dichiara la casa vacanza con WISO Steuer fa bene a tenere a portata di mano il numero dei giorni di affitto, di uso personale e di inutilizzo. In caso di uso personale, dubbi sul regime dei piccoli imprenditori o affitto commerciale conviene comunque rivolgersi a un consulente fiscale, il cui costo è a sua volta una spesa deducibile.
Quanto una casa vacanza in affitto costi davvero in tasse e spese lo si vede solo dopo un anno intero. Consigli pratici per le ricevute:
- Tenere un conto dedicato solo alla casa vacanza.
- Conservare il calendario di occupazione con giorni di affitto, uso personale e inutilizzo.
- Archiviare singolarmente le fatture dell’arredamento, con data e importo netto.
- Scaricare i rendiconti mensili delle piattaforme prima che spariscano dall’account.
- Documentare annunci e variazioni di prezzo, nel caso in cui il fisco chieda dell’intenzione di affittare.
Dall’esperienza di Daniel Schulz: la maggior parte delle domande non nasce dalle voci più grandi, ma da piccolezze come fatture di pulizia senza data o accrediti delle piattaforme che raggruppano più prenotazioni. Chi abbina ogni accredito ai singoli soggiorni si risparmia questo lavoro.
Chi affitta un appartamento non a ospiti in vacanza, ma per periodi più lunghi a professionisti, ha una contabilità più semplice, perché le prenotazioni e gli accrediti sono meno numerosi.
Conclusione
Per una casa vacanza in Germania i locatori pagano l’imposta sul reddito sull’utile, di solito come redditi da locazione, più l’IVA al 7 per cento se non sono piccoli imprenditori, e la Gewerbesteuer solo in caso di gestione di tipo alberghiero; chi documenta con cura ammortamento, spese deducibili e giorni di uso personale, confronta i dati comunicati dalle piattaforme e tiene d’occhio il termine di dieci anni per la vendita evita gli errori più frequenti, e chi desidera meno impegno con i cambi di ospiti può valutare il modello dell’appartamento arredato a Monaco di Baviera.
Domande frequenti sulle tasse della casa vacanza in Germania
Devo pagare le tasse sui ricavi della casa vacanza?
Sì. I ricavi dall’affitto di una casa vacanza sono soggetti all’imposta sul reddito, di norma come redditi da locazione ai sensi del § 21 EStG e, in caso di offerta di tipo alberghiero, come redditi d’impresa. Si tassa l’utile, cioè i ricavi al netto delle spese deducibili. Dato aggiornato a ottobre 2026.
Quali costi della casa vacanza posso dedurre dalle tasse?
Sono deducibili tutti i costi legati all’affitto: ammortamento di edificio e arredamento, interessi passivi, pulizie e biancheria, commissioni delle piattaforme, spese accessorie, imposta fondiaria, assicurazioni, riparazioni e consulenza fiscale. In caso di uso personale conta solo la quota relativa all’affitto.
A quanto ammonta l’ammortamento di una casa vacanza?
La quota relativa all’edificio si ammortizza in modo lineare ai sensi del § 7 Abs. 4 EStG: 2 per cento all’anno per edifici completati dal 1925 a fine 2022, 2,5 per cento per edifici più vecchi e 3 per cento per edifici completati dal 2023. La quota relativa al terreno non si ammortizza.
Devo pagare l’IVA per la mia casa vacanza?
L’affitto a breve termine di una casa vacanza è soggetto a IVA, con un’aliquota del 7 per cento. Chi, come piccolo imprenditore ai sensi del § 19 UStG, ha avuto nell’anno precedente al massimo 25.000 euro e nell’anno in corso al massimo 100.000 euro di fatturato non espone l’IVA.
Da quando devo registrare un’attività commerciale per la casa vacanza?
Non esiste una soglia fissa. Secondo l’amministrazione finanziaria l’affitto diventa commerciale quando è organizzato come un hotel, ad esempio con personale sempre presente, pulizia giornaliera o colazione, oppure quando un complesso turistico con un’organizzazione di servizi vacanze si occupa dell’affitto. In quel caso registrazione dell’attività (Gewerbeanmeldung) e Gewerbesteuer diventano un tema.
Cosa succede ai fini fiscali se uso personalmente la casa vacanza?
In caso di uso personale temporaneo sono deducibili solo i costi relativi ai giorni di affitto. Inoltre il fisco richiede una previsione su 30 anni per verificare se nel complesso si genera un utile. Se l’esito è negativo, l’affitto è considerato attività non lucrativa (Liebhaberei) e le perdite non vengono riconosciute.
Le piattaforme di prenotazione comunicano i miei ricavi al fisco?
Sì. In base alla legge sulla trasparenza fiscale delle piattaforme (Plattformen-Steuertransparenzgesetz), dal periodo di riferimento 2023 le piattaforme comunicano i compensi degli host entro il 31 gennaio dell’anno successivo all’Ufficio centrale federale delle imposte (Bundeszentralamt für Steuern), che trasmette i dati agli uffici delle imposte. Gli host vengono informati dei dati comunicati.
Devo pagare le tasse se vendo la casa vacanza?
Se tra acquisto e vendita passano meno di dieci anni, la plusvalenza è tassata come operazione di alienazione privata ai sensi del § 23 EStG. L’eccezione per l’uso abitativo proprio non si applica a una casa vacanza affittata. Se l’appartamento fa parte di un’attività commerciale, la plusvalenza è tassata indipendentemente dalla durata del possesso.


